passione

Il viso arrossato.

Una palla in mano.

Sudore che bagna tutto il corpo, ma illumina gli occhi e gonfia il cuore.

Non è solo uno sport.

E’ molto di più.

Ti scorre dentro.

Si prende tutto:

Testa.

Cuore.

Corpo e anima.

Ti dona tutto:

Sacrifici.

Rinunce.

Gioie.

Lacrime.

Soddisfazioni.

Tanti muri in faccia.

Non c’è spazio per chi rinuncia, per chi entra in campo senza grinta.

Non c’è spazio per chi molla, per chi si arrende, per chi non si rialza.

Occhi di tigre: i vostri.

Una tigre che vuole vincere, che non perde mai di vista il suo obiettivo, la sua preda.

Per le avversarie la preda siete voi, però.. e il gioco comincia.

Tutto il resto, per voi, si annulla.

Ma io mi trovo in quel resto.

Spettatrice distratta non riesco a capire ciò che provate, ma il mio cuore batte forte, perché so che in gioco ci siete voi..: le mie frecce!

Frecce che sognano!

Sognano la vittoria.

Sognano di raccogliere consensi e soddisfazioni.

Sognano e basta!

I miei occhi vi guardano, ma la mia testa mi distrae.

Porta i miei pensieri altrove, o forse nello stesso posto, ma su sentieri differenti.

Vi guardo e penso al trascorrere degli anni.

Siete diverse.

Siete cambiate.

I brufoli sul viso.

Il seno che ingrossa le magliette attillate sul vostro corpo di ragazze .

Non ancora donne.

Non più bambine.

Vi vedo lottare, anche se siete sedute in panchina.

Soprattutto dalla panchina.

Perché sono i vostri occhi che lottano.

Pronte ad essere chiamate, anche se non verrete chiamate per nulla.

Ma lo sguardo non cambia.

Resta uno sguardo che lotta.

Io sono semplicemente una mamma.

Una mamma che guarda con gli occhi del cuore.

E questo sguardo a volte è bugiardo .. a volte ingannevole..

Non vuole vedere nessun tipo di sasso sul cammino delle sue creature, pur avendo ben chiaro in mente che sono proprio le ferite sui quei sassi che le aiuteranno a crescere.

E allora ingoio.

Ingoio saliva e magoni.

Le vostre delusioni fanno male.

Le vostre gioie colorano di rosso anche il mio di volto.

Fate un errore in campo ed il mio respiro sembra arrestarsi.

Leggo nei vostri occhi l’imbarazzo e nello stesso istante io mi sento imbarazzata.

Vi vedo per terra e spero che possiate rialzarvi il più presto possibile.

Ma so bene che è quella caduta che vi rende forti.

Perché io so che vi rialzerete e sarete più determinate di prima.

Voi siete migliori di me.

Avete segnato punto.

La mia gioia si ferma a metà corpo, l’altra metà è impegnata a sperare che il gioco continui a vostro favore.

La partita continua: punto per l’altra squadra.

Tutto si capovolge.

Voi pronte a ricominciare senza mai mollare.

Io con le mani sudate.

E’ arrivato il vostro momento.

Vi vedo scaldare a bordo campo e penso che toccherà a voi.

Il battito del mio cuore inizia a cambiare, aumenta rapidamente, aumenta fino a farsi sentire prepotente vicino alla gola.

Vorrei urlare, ma la voce non esce.

Bastarda!

Amica, anche lei, del panico che inizio a provare.

Entrate in campo e il mio corpo comincia a muoversi seguendo movimenti senza logica.

Ho caldo.

Ho freddo.

Ho sete.

Ho la bocca secca.

Ho voglia di alzarmi e andare via.

Ho voglia di restare.

Tutti disinvolti tranne me.

Sempre pronta a vivere questi momenti con emozioni fuori controllo.

“Tu sei un’alta marea dei sentimenti Mary”

È in questi momenti che mi viene alla memoria questa frase di un caro amico.

E non posso che dargli ragione.

Ogni stato d’animo che vi riguarda lo vivo intensamente.

Troppo.

Allora provo a parlare con me stessa perché voglio imparare a vivere questi momenti con maggiore distacco.

Le mie orecchie ubbidiscono, ma è il cuore che va per la sua strada e la mente, cattiva nemica, non lo aiuta, anzi lo porta con sé nei sentieri più stretti e ripidi.

Arrivata in cima mi fermo .

Respiro.

E capisco che da lassù la vista non è poi così male.

Allontanarsi dalle situazioni ti aiuta a viverle meglio, con il giusto distacco, amico della calma e della leggerezza.

E così il sangue che mi scorre nelle vene, inizia a farlo più lentamente.

E in un lampo sono di nuovo seduta.

Lì.

In palestra.

A guardarvi.

“forza ragazze! Forza” urla così la mia voce muta.

Manca poco alla fine.

Ce l’ho fatta.

Anche questa volta ce l’ho fatta.

Avete vinto, ma lo stato di tensione che era venuto a farmi visita, non mi vuole ancora abbandonare.

Perché mentre voi eravate in campo a lottare per la vostra passione, io ero in cammino per lottare contro le mie paure.. i miei fantasmi.

Superati?

Forse fino alla prossima partita!

 

 

 

18 maggio 2016
palla e tre mani pallavolo

Una mamma che guarda

Il viso arrossato. Una palla in mano. Sudore che bagna tutto il corpo, ma illumina gli occhi e gonfia il cuore. Non è solo uno sport. […]